Risparmiare acqua

Risparmiare acqua è un vero e proprio assioma da seguire che viene però spesso dimenticato. L’acqua è una risorsa tanto preziosa quanto limitata. Ogni anno viene ricordato dagli ambientalisti, dai media e dai nostri dirigenti regionali: le riserve d’ acqua dolce  presenti sulla terra e adatte ai consumi domestici e per l’irrigazione delle colture sono esigue rispetto alle disponibilità idriche globali. La siccità, esacerbata dai cambiamenti climatici in atto, sta esasperando il problema della scarsa reperibilità di risorse idriche.

In questo contesto, diventa cruciale riconoscere il giusto valore all’acqua ed impegnarsi, a livello comunitario, per un uso razionalizzato e parsimonioso, in special modo negli impianti di irrigazione da giardino, settore in cui metodi alcuni impianti di irrigazione sono ancora obsoleti, mal progettati, ad alto dispendio idrico, causano scarse rese a fronte di enormi sprechi di acqua.

Un modo per riconoscere il giusto valore all’acqua è stabilire un prezzo più alto  per chi ne abusa e ne fa un consumo esagerato e poco mirato. Lo ha affermato Janez Potočnik, Eurocommissario all’Ambiente, in una intervista concessa al quotidiano “Italia Oggi”.

I motivi per i quali è fondamentale il risparmio idrico possono essere riassunti come segue:

  • Risparmiare acqua è risparmiare denaro: anche se il costo dell’acqua in Italia è basso, rispetto agli altri paesi europei, mediamente pari a circa 0,50 €/m3, risparmiando ogni giorno una percentuale d’acqua compresa tra il 10 e il 40 % è possibile ottenere un risparmio in termini di costo sulle bollette.
  • Risparmiare acqua è risparmiare energia: esiste una vera e propria disciplina, nota come “watergy” che analizza le relazioni tra consumi idrici ed energetici. Molti di noi lo ignorano, ma il consumo energetico per l’estrazione, l’adduzione, la distribuzione, il collettamento e il trattamento delle acque è rilevante, e, soprattutto, non indispensabile, sulla base del fatto che molta dell’acqua erogata non viene effettivamente utilizzata o viene sprecata.
  • Risparmiare acqua consente di adattarsi meglio e con meno sacrifici agli impatti di eventuali emergenze, turnazioni o sospensioni del servizio: se consapevoli dell’importanza del risparmio e della conservazione, non solo le emergenze risulteranno meno frequenti e più gestibili, ma anche la carenza d’acqua sarà vissuta con minori disagi.
  • Risparmiare acqua fa sì che i costi di gestione degli impianti di depurazione delle nostre acque reflue siano ridotti: minore è infatti la quantità d’acqua che utilizziamo tutti i giorni, e minori saranno le portate convogliate agli impianti di trattamento. Risparmiando l’acqua sarà inoltre possibile evitare che le acque che sprechiamo, poco o per nulla inquinate, debbano mescolarsi a quelle molto inquinate e subire i medesimi trattamenti depurativi.
  • Risparmiare acqua è ridurne l’inquinamento: se utilizziamo minori quantità d’acqua per le nostre attività quotidiane, possiamo ridurne la possibilità di inquinamento con detersivi, sostanze tossiche, oli, rifiuti ed altri contaminanti. Usando solo l’acqua necessaria, è possibile salvaguardare notevoli portate d’acqua potabile e pregiata.
  • Risparmiare acqua è ridurre lo stress sulle fonti di approvvigionamento: ogni giorno, a causa degli eccessivi prelievi, lo stato delle sorgenti e dei pozzi da cui si estrae l’acqua potabile tende a peggiorare. La riduzione dell’acqua all’origine infatti comporta un progressivo depauperamento delle falde, che si possono ricaricare a velocità molto inferiori rispetto all’estrazione, e degli ecosistemi associati ai corsi d’acqua di prelievo.
  • Risparmiare acqua è ridurre lo stress per gli ecosistemi acquatici e gli habitat: i due principali effetti del sovraconsumo sono l’estrazione d’acqua dalle fonti superficiali e sotterranee e l’inquinamento della stessa. Questi due fenomeni comportano una serie di impatti negativi sulla flora e sulla fauna che vive negli ambienti acquatici o nelle loro vicinanze. Problemi come il deflusso minimo vitale, e la perdita di biodiversità sono alcune delle conseguenze di un uso delle risorse idriche irrazionale e insostenibile.
  • Risparmiare acqua è garantirne la disponibilità nel futuro: meno acqua utilizzata oggi significa più acqua disponibile domani, inquinare di meno oggi significa acqua più pulita domani, riciclare di più e utilizzare l’acqua piovana significa doverne chiedere di meno all’acquedotto e quindi ai fiumi e alle falde.
  • Risparmiare l’acqua è limitare l’insorgere di conflitti futuri: se fosse possibile intraprendere con successo azioni di risparmio e di efficienza d’uso in tutti gli ambiti, civile, industriale, agricolo, ecc., i conflitti tra le diverse idroesigenze e le dispute per stabilire le priorità degli usi in casi di emergenza potrebbero essere facilmente minimizzati.
  • Risparmiare acqua è migliorare la qualità della vita di tutti senza grandi sacrifici o difficili rinunce: sono le piccole azioni quotidiane che tutti compiamo che possono, sommandosi, rivelarsi dannose o, viceversa, efficaci per garantire un futuro con più acqua e di più buona qualità per tutti.

Il servizio idrico integrato è un servizio regolato da specifiche norme e legato alla gestione amministrativa dell’erogazione dell’acqua potabile, delle fognature e degli impianti di depurazione. I costi per i cittadini si differenziano città per città a seconda delle caratteristiche strutturali e territoriali ma anche per le inefficienze dei gestori e della rete di fornitura dell’acqua. Queste inefficiente portano a spendere centinaia di euro in più a famiglia a seconda della zona in cui i cittadini risiedono. Se ipotizziamo un consumo annuo di 190 mq. di acqua all’anno per una famiglia di 3 persone notiamo che a Firenze si pagano ben 501 euro annui contro i 115 euro di Isernia. In generale è proprio l’Italia centrale a soffrire di questo gap infrastrutturale  visto che i residenti in Toscana, Umbria e Marche pagano in media 374 euro annui contro i 283 al Nord Italia e “solo” 240 al Sud Italia. Ma le tariffe continuano lo stesso ad aumentare! In media nell’ultimo anno ben del 6% confermando il fatto che le spese per i servizi pubblici incidono sempre più nei bilanci familiari, e che riducendo le inefficienze del sistema le famiglie avrebbero una capacità di spesa maggiore a fine mese.

 

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